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TAMPONI E TEST SIEROLOGICI COVID-19

Il CEMS è autorizzato a svolgere tamponi e test sierologici per la malattia Covid-19.

Presso la nostra struttura poli-specialistica è possibile prenotare ed eseguire due tipologie di tamponi:

  • Tampone molecolare che si esegue in gola e in entrambe le narici, richiede 3/4 giorni per la risposta ed ha validità per ASL, Medico di base, rientro al lavoro, espatrio.
    Questo tampone rileva la presenza della malattia Covid-19 nell’organismo attraverso l’analisi molecolare del codice genetico del virus stesso.
  • Tampone rapido (rinofaringeo) che si esegue in entrambe le narici, richiede 15 minuti per la risposta ed ha validità per test screening, autoanalisi, rientro a scuola.
    Questo tampone individua qualitativamente la presenza di antigeni Sars-Cov-2. I risultati positivi non escludono infezioni da altri virus.

E due tipologie di test sierologici:

  • Test sierologico venoso che consiste in un prelievo ematico venoso, richiede 3/4 giorni per la risposta ed ha validità per ASL, Medico di base, rientro al lavoro, espatrio.
    Questo test sierologico mostra la presenza di anticorpi IgM e IgG specifici del Nuovo Coronavirus.
  • Test sierologico capillare (pungidito) che consiste in un prelievo capillare tramite una goccia di sangue del dito, richiede 15 minuti per la risposta ed ha validità per test screening e autoanalisi.
    Questo test sierologico mostra la presenza di anticorpi IgM e IgG specifici del Nuovo Coronavirus. I risultati positivi non escludono infezioni da altri virus.

La prescrizione medica non è necessaria per eseguire i tamponi e i test sierologici, mentre la prenotazione della prestazione è obbligatoria.

APERTURE STRAORDINARIE MESI DI NOVEMBRE E DICEMBRE
per tamponi rapidi, tamponi molecolari, test sierologico rapido (pungidito):

_ Sabato 28 novembre dalle ore 8:00 alle ore 16:00
_ Domenica 29 novembre dalle ore 8:00 alle ore 12:00
_ Sabato 5/12/19 dicembre dalle ore 8:00 alle ore 16:00
_ Domenica 6/20 dicembre dalle ore 8:00 alle ore 12:00

Per conoscere la modalità di prenotazione e di ritiro del referto, il costo delle diverse prestazioni e il comportamento da seguire in caso di positività, vi invitiamo a consultare la tabella di seguito:

Cems | Intervista Dr. Walter Dal Negro

PATOLOGIE RESPIRATORIE, SPORT E COVID-19

Abbiamo posto alcune domande sul rapporto tra malattie respiratorie e Covid-19, tra esercizio sportivo e Covid-19 al Dr. W. Dal Negro — che si occupa del servizio pneumologia al CEMS, già direttore della U.O.C. di pneumologia e del dipartimento di Medicina Specialistica dell’ULSS 22 Regione Veneto — che ci ha spiegato gli effetti della malattia sui nostri polmoni e ci ha ricordato l’importanza di poche e semplici manovre di prevenzione, per proteggere e proteggersi.

QUAL È IL LEGAME TRA PATOLOGIE RESPIRATORIE CRONICHE E COVID-19?
— Dr. Dal Negro: Le patologie croniche respiratorie come BPCO, asma, enfisema e fibrosi polmonare non sono le più frequentemente riscontrate tra i malati di COVID-19 ma, quando presenti, determinano nel paziente una probabilità 5-6 volte superiore di manifestare una malattia di maggior gravità, fino anche all’esito fatale.
Il virus SARS-Cov-2, al pari di altri, ha la prerogativa di agganciarsi ai recettori cellulari ACE2 (enzima di conversione dell’angiotensina 2). I malati di BPCO hanno maggiore espressione di ACE2 e, quindi, più probabilità di contrarre la malattia Covid-19. E questo avviene anche per i tabagisti cronici perché il fumo esalta l’espressione di questi recettori.

QUALI SONO I SOGGETTI PIÙ ESPOSTI ALLA CARICA VIRALE DEL SARS-COV-2?
— Dr. Dal Negro: L’infettività del SARS-Cov-2 è correlata alla quantità di virus concentrata in un determinato ambiente. Tuttavia, soggetti portatori di malattie croniche e immunodepressi, quindi con difese immunitarie ridotte o insufficienti, sono a maggiore rischio, anche se inseriti in un contesto a bassa carica virale. Sono questi malati perciò quelli ai quali prestare la massima attenzione.

COME SI SPIEGA, IN QUESTO CONTESTO, L’AMMALARSI DEGLI SPORTIVI?
— Dr. Dal Negro: Un soggetto in buona salute e che svolge attività fisica regolarmente ha normalmente un patrimonio immunitario innato efficace, in grado di difenderlo dalla maggior parte delle aggressioni esterne ed interne. Anche dal SARS-Cov-2.
Attenzione però: l’attività fisica estrema, ovvero quella svolta dai cosiddetti “sportivi di élite” o professionisti (calciatori, tennisti, giocatori di basket, maratoneti, ciclisti, ecc.), alcuni balzati alla cronache perché ammalatisi di Covid-19, abbassa le difese immunitarie. Inoltre, il massimo sforzo coincide con una esaltazione della capacità di ventilazione polmonare (che può incrementare anche di 30-40 volte rispetto al normale), quindi con maggior inalazione di carica virale qualora a contato (inconsapevole) con soggetti infetti (di solito non noti). Ciò è maggiormente possibile negli sport di squadra dove maggiore è il contatto e la promiscuità (spogliatoi, docce, ecc.).
In presenza di elevata carica virale nell’ambiente, ecco spiegato perché anche gli sportivi possono ammalarsi di Covid-19.

ANCORA UNA DOMANDA: È VERO I MALATI DI COVID-19, ANCHE ASINTOMATICI, HANNO LESIONI POLMONARI PERMANENTI?
— Dr. Dal Negro: Non possiamo ancora ragionare su grandi numeri e soprattutto su un arco temporale tale da consentirci di avere evidenze scientifiche assolute, ma, ad oggi, il 20-25% dei malati hanno mostrato residuati a livello polmonare, esito della tempesta infiammatoria provocata dal Covid-19. E questo anche in soggetti positivi definiti asintomatici. La sfida degli studi in corso è proprio comprendere con maggior precisione quante di queste lesioni esitino in alterazioni polmonari stabili nella fase post- acuta dell’infezione.

QUINDI COME POSSIAMO CONTROLLARE LA NOSTRA FUNZIONALITÀ RESPIRATORIA E FARE PREVENZIONE?
— Dr. Dal Negro: L’unico modo attendibile per verificare la funzionalità respiratoria è quello di rivolgersi ad uno specialista in grado di valutare se ci sia presenza o meno di alterazioni obiettive e funzionali della funzione respiratoria. A cui aggiungere eventualmente una verifica radiografico fine e/o la sierologia per la valutazione degli anticorpi prodotti contro il nuovo Coronavirus.
Questo mi sentirei di consigliarlo in particolar modo ai fumatori cronici, ai bronchitici cronici, ma anche a chi, rispetto a prima, avverte più fatica a respirare nell’eseguire sforzo fisico o attività sportiva. Soprattutto nel caso in cui abbiano avuto un congiunto, un collega o comunque una persona vicina risultata positiva al SARS-CoV-2 o COVID-19 positiva.
Quanto alla prevenzione, ce lo sentiamo ripetere dagli esperti, dai politici, dai giornalisti ogni giorno: continuare a prestare attenzione e non smettere di usare correttamente i dispositivi di sicurezza personale. Distanziamento sociale, uso delle mascherine, lavarsi bene e frequentemente le mani, evitare di toccarsi bocca, naso ed occhi durante la giornata: MANOVRE SEMPLICI, ma FONDAMENTALI per proteggere e proteggersi!

Valutazione dello stato di salute dei polmoni:

  • Visita specialistica pneumologica
  • Valutazione completa della funzione respiratoria
  • Valutazione radiologica del polmone

È possibile effettuare una prenotazione a partire da € 235,00 contattando lo 045 9230404

Fumo Covid-19 e Smog: come stanno i tuoi polmoni?

FUMO, SMOG E COVID-19

FUMO E COVID-19: I FUMATORI SONO PIÙ A RISCHIO?

Fumare fa male, questo è assodato. Il fumo danneggia i polmoni e il sistema cardiovascolare, causando molte malattie dell’apparato respiratorio che spesso non vengono riconosciute. E, con la diffusione del nuovo Coronavirus, un’analisi condotta su una trentina di studi scientifici realizzati durante l’epidemia, ha evidenziato che fumare aumenta il rischio di morte per Covid-19: un terzo dei fumatori ha complicazioni polmonari più serie rispetto ad altri contagiati e una probabilità più che doppia di dover ricorrere alla terapia intensiva e alla ventilazione meccanica (dati OMS).
In Italia sono circa 75.000 i morti per tabagismo ogni anno, fumare è un fattore di rischio noto per malattie gravi e mortali, l’abitudine al fumo determina una maggiore fragilità per molte infezioni respiratorie ed anche per l’infezione da Coronavirus.

Gli studi sinora elaborati, in buona parte avviati in Cina, potrebbero spiegare anche la differenza di genere nel tasso di letalità da Covid-19 che sarebbe del 4,7% negli uomini contro il 2,8% nelle donne: in Cina infatti, la percentuale di donne fumatrici è molto bassa.

Gli esperti suggeriscono anche un altro buon motivo per smettere di fumare: evitare quei comportamenti automatici che mettono in contatto le mani con la bocca e che possono favorire la diffusione del virus.

ESISTE UN LEGAME TRA SMOG E COVID-19?
Smog e inquinamento atmosferico aumentano il rischio di contrarre infezioni delle basse vie respiratorie, in modo particolare in soggetti fragili come gli anziani o come i pazienti con patologie pregresse. E le malattie a carico dell’apparato respiratorio, spesso sono difficili da riconoscere.

Una solida letteratura scientifica dimostra che il particolato atmosferico funziona da “carrier”, ossia da vettore di trasporto, per molti contaminanti, inclusi i virus che così permangono in atmosfera per ore, giorni o settimane, e possono percorrere anche lunghe distanze, favorendo quindi la diffusione virulenta e la proliferazione delle infezioni virali.

Molti esperti ritengono perciò plausibile, confortati dalle prime analisi in merito, che l’incremento dei valori di particolato atmosferico (PM) renda il sistema respiratorio più sensibile anche all’infezione e alle complicazioni della malattia Covid-19.

La relazione diretta tra numero di casi di Covid-19 e livelli di inquinamento d PM10, suggerisce una importante riflessione sul fatto che i maggiori focolai si siano registrati proprio nella Pianura Padana.

Si attendono nei prossimi mesi i risultati di uno studio epidemiologico a livello nazionale avviato dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità e dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per valutare la relazione tra livelli di inquinamento atmosferico e pandemia; mentre un secondo studio, “Pulvirus”, è stato promosso da ENEA, ISS e ISPRA-SNPA e studierà le conseguenze del lockdown sull’inquinamento e le interazioni fra polveri sottili e nuovo Coronavirus.

FARE PREVENZIONE: L’IMPORTANZA DI UN CHECK-UP RESPIRATORIO COMPLETO
I soggetti infettati dal SARS-CoV-2, nuovo Coronavirus, possono essere portati di lesioni polmonari, anche se asintomatici.
Il Covid-19 è infatti accertato che possa produrre danni persistenti all’apparato respiratorio.

Il nuovo aumento dei livelli di inquinamento atmosferico registrato in molte città del Nord Italia e della Pianura Padana suggerisce, per chi si è ammalato di Covid-19, per i soggetti più fragili e per i fumatori di eseguire un check-up respiratorio completo per valutare lo stato di salute dei propri polmoni.
Al CEMS è possibile svolgere con brevi tempi di attesa:

  • Visita specialistica pneumologica
  • Valutazione completa della funzione respiratoria
  • Valutazione radiologica del polmone

a partire da € 235,00.

 

Letture per approfondire:
OMS – Q&A marzo 2020: https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/question-and-answers-hub/q-a-detail/q-a-on-smoking-and-covid-19#
OMS – conferenza maggio 2020: https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/transcripts/(25)-world-health-organization-(who)—home.pdf?sfvrsn=876e813e_2

HARVARD UNIVERSITY – covid-19 e smog, aprile 2020: https://projects.iq.harvard.edu/covid-pm

UNIVERSITÀ DI BOLOGNA – covid-19 e smog, aprile 2020: http://www.simaonlus.it/wpsima/wp-content/uploads/2020/03/COVID19_Position-Paper_Relazione-circa-l’effetto-dell’inquinamento-da-particolato-atmosferico-e-la-diffusione-di-virus-nella-popolazione.pdf