Cems | Intervista Dr. Walter Dal Negro

PATOLOGIE RESPIRATORIE, SPORT E COVID-19

Abbiamo posto alcune domande sul rapporto tra malattie respiratorie e Covid-19, tra esercizio sportivo e Covid-19 al Dr. W. Dal Negro — che si occupa del servizio pneumologia al CEMS, già direttore della U.O.C. di pneumologia e del dipartimento di Medicina Specialistica dell’ULSS 22 Regione Veneto — che ci ha spiegato gli effetti della malattia sui nostri polmoni e ci ha ricordato l’importanza di poche e semplici manovre di prevenzione, per proteggere e proteggersi.

QUAL È IL LEGAME TRA PATOLOGIE RESPIRATORIE CRONICHE E COVID-19?
— Dr. Dal Negro: Le patologie croniche respiratorie come BPCO, asma, enfisema e fibrosi polmonare non sono le più frequentemente riscontrate tra i malati di COVID-19 ma, quando presenti, determinano nel paziente una probabilità 5-6 volte superiore di manifestare una malattia di maggior gravità, fino anche all’esito fatale.
Il virus SARS-Cov-2, al pari di altri, ha la prerogativa di agganciarsi ai recettori cellulari ACE2 (enzima di conversione dell’angiotensina 2). I malati di BPCO hanno maggiore espressione di ACE2 e, quindi, più probabilità di contrarre la malattia Covid-19. E questo avviene anche per i tabagisti cronici perché il fumo esalta l’espressione di questi recettori.

QUALI SONO I SOGGETTI PIÙ ESPOSTI ALLA CARICA VIRALE DEL SARS-COV-2?
— Dr. Dal Negro: L’infettività del SARS-Cov-2 è correlata alla quantità di virus concentrata in un determinato ambiente. Tuttavia, soggetti portatori di malattie croniche e immunodepressi, quindi con difese immunitarie ridotte o insufficienti, sono a maggiore rischio, anche se inseriti in un contesto a bassa carica virale. Sono questi malati perciò quelli ai quali prestare la massima attenzione.

COME SI SPIEGA, IN QUESTO CONTESTO, L’AMMALARSI DEGLI SPORTIVI?
— Dr. Dal Negro: Un soggetto in buona salute e che svolge attività fisica regolarmente ha normalmente un patrimonio immunitario innato efficace, in grado di difenderlo dalla maggior parte delle aggressioni esterne ed interne. Anche dal SARS-Cov-2.
Attenzione però: l’attività fisica estrema, ovvero quella svolta dai cosiddetti “sportivi di élite” o professionisti (calciatori, tennisti, giocatori di basket, maratoneti, ciclisti, ecc.), alcuni balzati alla cronache perché ammalatisi di Covid-19, abbassa le difese immunitarie. Inoltre, il massimo sforzo coincide con una esaltazione della capacità di ventilazione polmonare (che può incrementare anche di 30-40 volte rispetto al normale), quindi con maggior inalazione di carica virale qualora a contato (inconsapevole) con soggetti infetti (di solito non noti). Ciò è maggiormente possibile negli sport di squadra dove maggiore è il contatto e la promiscuità (spogliatoi, docce, ecc.).
In presenza di elevata carica virale nell’ambiente, ecco spiegato perché anche gli sportivi possono ammalarsi di Covid-19.

ANCORA UNA DOMANDA: È VERO I MALATI DI COVID-19, ANCHE ASINTOMATICI, HANNO LESIONI POLMONARI PERMANENTI?
— Dr. Dal Negro: Non possiamo ancora ragionare su grandi numeri e soprattutto su un arco temporale tale da consentirci di avere evidenze scientifiche assolute, ma, ad oggi, il 20-25% dei malati hanno mostrato residuati a livello polmonare, esito della tempesta infiammatoria provocata dal Covid-19. E questo anche in soggetti positivi definiti asintomatici. La sfida degli studi in corso è proprio comprendere con maggior precisione quante di queste lesioni esitino in alterazioni polmonari stabili nella fase post- acuta dell’infezione.

QUINDI COME POSSIAMO CONTROLLARE LA NOSTRA FUNZIONALITÀ RESPIRATORIA E FARE PREVENZIONE?
— Dr. Dal Negro: L’unico modo attendibile per verificare la funzionalità respiratoria è quello di rivolgersi ad uno specialista in grado di valutare se ci sia presenza o meno di alterazioni obiettive e funzionali della funzione respiratoria. A cui aggiungere eventualmente una verifica radiografico fine e/o la sierologia per la valutazione degli anticorpi prodotti contro il nuovo Coronavirus.
Questo mi sentirei di consigliarlo in particolar modo ai fumatori cronici, ai bronchitici cronici, ma anche a chi, rispetto a prima, avverte più fatica a respirare nell’eseguire sforzo fisico o attività sportiva. Soprattutto nel caso in cui abbiano avuto un congiunto, un collega o comunque una persona vicina risultata positiva al SARS-CoV-2 o COVID-19 positiva.
Quanto alla prevenzione, ce lo sentiamo ripetere dagli esperti, dai politici, dai giornalisti ogni giorno: continuare a prestare attenzione e non smettere di usare correttamente i dispositivi di sicurezza personale. Distanziamento sociale, uso delle mascherine, lavarsi bene e frequentemente le mani, evitare di toccarsi bocca, naso ed occhi durante la giornata: MANOVRE SEMPLICI, ma FONDAMENTALI per proteggere e proteggersi!

Valutazione dello stato di salute dei polmoni:

  • Visita specialistica pneumologica
  • Valutazione completa della funzione respiratoria
  • Valutazione radiologica del polmone

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