Psichiatria

La psichiatria è quella branca specialistica della medicina che si occupa di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei disturbi che coinvolgono la psiche. Questi comprendono, tra gli altri: i disturbi d’ansia (tra cui ad esempio il disturbo di panico e il disturbo d’ansia generalizzata), i disturbi dell’umore (quali il disturbo depressivo maggiore e il disturbo bipolare), i disturbi da sintomi somatici (in cui una sofferenza emotiva si manifesta in forma di disturbo fisico o neurologico), i disturbi del comportamento alimentare (quali l’anoressia e la bulimia nervosa), i disturbi dello spettro schizofrenico e i disturbi di personalità. Parte dell’attività dello psichiatra è anche la gestione dei disturbi psichici secondari a patologie di altra natura, come ad esempio le allucinazioni indotte dalle terapie per il Morbo di Parkinson o le alterazioni comportamentali dei pazienti affetti da demenza.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non esiste una netta demarcazione tra “normalità” e patologia: in generale si può dire che vale la pena chiedere una valutazione psichiatrica nel momento in cui un sintomo di tipo psichiatrico (ad esempio ansia, insonnia, depressione, disturbi psico-somatici, alterazioni del comportamento, problemi nel rapportarsi agli altri, autolesionismo, timidezza, allucinazioni, problemi caratteriali, etc) raggiunge un’intensità e/o una durata tali da interferire con la normale vita quotidiana.
L’attività dello psichiatra consiste prevalentemente nelle attività di diagnosi e cura dei disturbi che coinvolgono la psiche. Durante la prima visita, viene generalmente stabilito se il problema presentato giunge a configurare un disturbo “clinicamente rilevante” e, in tal caso, vengono presentate le possibili strategie di intervento. Il mantenimento e il perseguimento della salute mentale, che è lo scopo fondamentale della psichiatria, viene ricercato integrando tra loro conoscenze che derivano dal campo della biologia, della psicologia e delle scienze sociali. Nell’ambito più prettamente biologico rientrano le terapie psico-farmacologiche. I farmaci di uso psichiatrico possono essere fatti rientrare in quattro categorie principali, di cui alcune sono di uso comune anche in medicina generale (come accade per gli ansiolitici e gli antidepressivi), mentre altre sono prevalentemente usate in ambito specialistico (è il caso di antipsicotici e stabilizzanti dell’umore).
Tra le altre possibilità terapeutiche, questa volta di derivazione psicologica, troviamo la psicoterapia (nei suoi vari sottotipi), che consiste generalmente in una serie di incontri durante i quali il miglioramento dello stato di sofferenza emotiva viene perseguito nel contesto di una relazione terapeutica, attraverso specifiche tecniche che variano tra i diversi approcci. L’attività psicoterapeutica può essere esercitata da un medico o da uno psicologo, purchè abbia una specifica formazione e abilitazione.
In alcune situazioni, peraltro non infrequenti, psicoterapia e farmacoterapia vanno associate per avere i migliori risultati.
Infine, come per le altre branche della medicina, anche in psichiatria la maggior parte delle situazioni può essere trattata in ambulatorio. Alle volte può tuttavia rendersi utile un periodo di ricovero, che si può svolgere in diversi tipi di struttura in base al quadro clinico e alle preferenze del paziente. In questi casi, lo psichiatra curante può aiutare il paziente nella scelta della struttura più adatta ed eventualmente coordinarsi con essa per facilitare l’integrazione del ricovero all’interno del percorso di cura.