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Geriatria

L’ambulatorio Geriatrico del CEMS si propone come punto di riferimento per la valutazione dello stato di salute generale della persona ultrasessantenne, per la prevenzione delle malattie più frequentemente in causa nella terza età e per il trattamento delle problematiche eventualmente riscontrate. Diabete mellito e sue complicanze, ipertensione arteriosa e sue complicanze, disturbi correlati con l’invecchiamento cerebrale e disturbi del tono dell’umore sono gli obiettivi prioritari scelti per il lavoro di questo nuovo servizio del CEMS, ma qualsiasi altra problematica dovesse emergere per l’utente ultrasessantenne, verrà adeguatamente affrontata.

1) Prevenzione del diabete mellito e delle sue complicanze e loro trattamento.
L’aspetto più importante sono le complicanze del diabete per quello che comportano come gravità delle conseguenze.
Le complicanze croniche del diabete più diffuse sono quelle vascolari ed oculari. Sono più frequenti nel diabete di tipo 2 rispetto a quello di tipo 1 e si manifestano solitamente dopo 10-15 anni dalla comparsa della malattia.
Gli organi bersaglio sono l’occhio, il rene, il sistema nervoso e il sistema cardiovascolare.
Il disturbo oculare più frequente è la retinopatia, importante perchè è responsabile della perdita o di una grave riduzione della vista e che richiede, data la sua gravità, interventi tempestivi, entro dieci anni dall’insorgenza della malattia diabetica.
Un’ulteriore complicanza è rappresentata dalla nefropatia diabetica, che colpisce il rene al punto che questo organo non filtra adeguatamente le scorie del metabolismo. Nella sua forma più lieve interessa una buona percentuale di diabetici, di cui una quota degenera nell’insufficienza renale, fino a richiedere la dialisi.
La neuropatia è invece una malattia del sistema nervoso: colpisce circa il 30% dei diabetici e si presenta sotto forma di intorpidimento e formicolio agli arti con dolori ai polpacci simili a un crampo, specialmente notturni, diminuita sensibilità e comparsa di ulcerazioni alla pianta dei piedi. Questo disturbo può degenerare nel piede diabetico, determinato da lesioni vascolari e nervose che provocano gravi deformazioni ossee e disturbi della vascolarizzazione terminale.
Le complicanze del sistema neurovegetativo possono portare come conseguenze dei disturbi intestinali (diarrea), vescicali (incontinenza urinaria) e sessuali (disfunzione erettile). Infine possono manifestarsi nei diabetici anche forme di coronaropatia e vasculopatia cerebrale (infarto acuto del miocardio, ma anche espressione cronica dell’angina pectoris e ictus cerebrale). Inoltre i diabetici, soprattutto le donne, sviluppano più facilmente una depressione che, affrontata all’inizio, può essere o prevenuta o curata efficacemente.
Tutte queste complicanze che prima o poi si manifestano nelle persone affette da Diabete possono, se non essere evitate, per lo meno molto ritardate e attenuate nella loro comparsa

2) Prevenzione dell’ipertensione arteriosa e delle sue complicanze e loro trattamento.
Si definisce ipertensione arteriosa uno stato costante e non occasionale in cui la pressione arteriosa è elevata rispetto agli standard fisiologici considerati normali.
Una persona è ipertesa o ha la pressione alta quando:
La pressione massima supera costantemente il valore di 140 mm.hg;
La pressione minima supera costantemente il valore di 90mm.hg.
La progressiva diffusione dell’ipertensione nella popolazione è legata principalmente ad uno stile di vita non sano, al sovrappeso, alla sedentarietà e a cattive abitudini alimentari, ma anche ad una diagnosi tardiva e ad un trattamento inadeguato, infatti meno del 50% degli ipertesi è a conoscenza ella propria condizione e solo il 30% è trattato adeguatamente con normalizzazione della pressione e riduzione del rischio di futuri eventi cardiovascolari.
L’ipertensione è il più importante fattore di rischio di ictus emorragico, di declino cognitivo dovuto a piccoli infarti cerebrali, di demenza vascolare e soprattutto scompenso cardiaco

3) Prevenzione dei disturbi correlati con l’invecchiamento cerebrale e loro trattamento.
Con il progressivo allungamento della vita media stanno assumendo sempre maggiore importanza le problematiche correlate all’invecchiamento e, tra queste, è la diminuzione della memoria (dimenticanza di nomi,di eventi ecc).
Vi è a tutt’oggi nell’opinione pubblica una grande confusione: da un lato molti sottovalutano ancora il problema, attribuendo alla senilità quei mutamenti che, invece, dovrebbero allarmare perché espressione di malattia. Dall’altro, alcuni tendono a sopravvalutare il problema: cresce infatti nella popolazione anziana il timore di andare incontro alla demenza, confondendo il normale indebolimento di alcune funzioni mentali con i sintomi propri di questa malattia.
L’invecchiamento Cerebrale, sia quello fisiologico che quello patologico, possono e devono essere prevenuti analizzando quei sintomi che molto precocemente compaiono e non vengono sufficientemente valorizzati. Prevenire, inoltre, vuol dire anche curare precocemente.

4) Prevenzione dei disturbi del tono dell’umore e loro trattamento.
Patologie molto diffuse nell’anziano sono i disturbi del tono dell’umore, l’ansia e la depressione. La Società Italiana di Psicogeriatria individua delle strategie in modo di arrivare alla diagnosi e quindi alla terapia della depressione prima che si concretizzi. Per comprenderne l’importanza e la alta diffusione si stima che il 24% dei pazienti della medicina generale è affetto da disturbi psichiatrici; la più frequente è la depressione, con una prevalenza del 10,4%.
La depressione è soggetta, infatti, ad una regola inquietante: “la regola delle metà”:
• solo la metà dei soggetti depressi chiedono aiuto al proprio medico;
• solo metà di essi vengono riconosciuti come depressi;
• solo metà di questi ultimi ricevono una proposta di trattamento;
• solo metà di coloro che iniziano un trattamento lo portano a termine in maniera efficace (meno del 10% del campione iniziale).
A questo dato va aggiunto che 9 depressi su 10 vengono trattati esclusivamente da medici non specialisti La prevenzione è decisiva e permette una terapia precoce che ha molte più probabilità di successo.