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Cura del mal di schiena

IL “MAL DI SCHIENA”
Il mal di schiena è la malattia più diffusa perché è la conseguenza dell’ incompleto adattamento funzionale delle strutture muscolari e vertebrali nel passaggio dell’uomo dalla posizione quadrupede a quella bipede. Si presenta con sintomi molto variabili che vanno da banali disturbi sino a lombalgie o sciatiche spesso molto invalidanti. Per curare con successo questa patologia è quindi obbligatoria una valutazione clinica accurata del malato in modo che la terapia adottata possa essere la più “proporzionale” possibile rispetto alla gravità della sintomatologia in atto.
È inoltre molto importante saper conoscere ed utilizzare, tra i vari trattamenti della patologia vertebrale (fisiatrici, infiltrativi, percutanei e chirurgici) quello più idoneo al paziente in cura. Il Servizio per lo Studio e la Cura del Mal di Schiena attivo presso il CEMS è in grado di rispondere in modo completo e definitivo ad entrambe le necessità.
La presenza di una equipe multidisciplinare con radiologi, neuroradiologi, fisiatri, reumatologi, ortopedici, neurochirurghi, osteopati e fisioterapisti permette una accurata e precisa diagnosi clinica e strumentale. La disponibilità di poter eseguire terapie manuali e riabilitative, terapie fisiche ( tecar, laser, onde d’urto) terapie infiltrative (mesoterapia, ozonoterapia) terapie percutanee ( nucleolisi discale, neuroanalgesia radicolare) e la gestione di un eventuale percorso chirurgico permette di poter “personalizzare” al massimo il trattamento rispetto al quadro clinico da curare.

Colpisce il 90% della popolazione e la sua cura prevede l’uso di svariati trattamenti personalizzati e differenziati perché essi devono essere proporzionali alla gravità della sintomatologia in atto. Per questo motivo, sin dal 1982 presso l’Ortopedia dell’ Ospedale di Borgo Trento sono stati studiati ed adottati, per la prima volta in Italia, particolari trattamenti percutanei e mini-invasivi per la cura della sciatica, della lombalgia e dell’ ernia discale, ad integrazione della terapia chirurgica. Da allora queste tecniche sono state poi utilizzate dal dott. Anteo Tomasso quale incaricato di Alta Specializzazione nella Patologia del Rachide e responsabile dell’ Ambulatorio per lo studio e la cura del “ mal di schiena” presso l’Ospedale Civile Maggiore di Verona. Il dott. Anteo Tomasso collabora ora con il CEMS completando, con la sua esperienza, l’ampia offerta terapeutica già presente nel Centro per la cura del “mal di schiena”. I trattamenti percutanei, destinati a pazienti con quadri clinici di media-alta gravità prima di ricorrere all’ intervento chirurgico, sono la nucleolisi discale, l’infiltrazione periradicolare e l’infiltrazione faccettaria intervertebrale.

NUCLEOLISI DISCALE
La nucleolisi discale prevede, in casi di sciatica da ernia discale, l’ approccio percutaneo diretto al disco ammalato senza tagliare i piani cutanei, muscolari o le strutture ossee vertebrali. Questa metodica permette di diminuire il volume dell’ ernia discale annullando così il conflitto tra ernia e radice nervosa che produce la sciatica. La riduzione dell’ ernia avviene iniettando nel disco ammalato, sotto controllo radiologico, l’Ozono medicale che disidrata ed essicca il tessuto discale degenerato grazie alla sua azione chimico-fisica.

INFILTRAZIONE PERIRADICOLARE
L’infiltrazione periradicolare si utilizza in caso di sciatica da artrosi vertebrale, iniettando per via percutanea sotto controllo radiologico, specifiche sostanze antiinfiammatorie quali il cortisone o l’Ozono, sulla radice nervosa ammalata. Utilizzando questa metodica si ottiene una azione farmacologica più diretta, specifica e duratura rispetto alla struttura radicolare infiammata.

INFILTRAZIONE FACCETTARIA INTERVERTEBRALE
In casi di lombalgia da artrosi della colonna si infiltrano le faccette e le capsule articolari intervertebrali usurate con farmaci antiinfiammatori e con acido jaluronico. Otteniamo così una diminuzione dell’ attrito e quindi dello stimolo irritativo tra le faccette articolari vertebrali con un conseguente miglioramento sintomatico.